Pop. Ma non solo.
Il terzo lavoro di Finley Quaye, forse il più completo dall’esordio di Maverick a strike (1998), presenta anche atmosfere soul, reggae e country in buon equilibrio tra loro, supportate dalla sempre calda e seducente voce di Finley.
Ne deriva un disco piacevole, nel quale risaltano ballate come Something to say e Waiting for you, pezzi forse più vicini ai lavori precedenti di Quaye, ma in cui meritano una segnalazione anche le più innovative Beautiful nature e Dice, primo singolo estratto dall’album, scritto in collaborazione con William Orbit, che si fa notare anche per la presenza di Beth Orton come ospite.
Il disco riprende poi con ritmi più vicini alla tradizione folk e a quella giamaicana, senza tuttavia discostarsi troppo dai brani precedenti. Sono ad esempio sostenute da una delicata base reggae Now and forever, This is how I feel e Pearls of wisdom, sistemate l’una di seguito all’altra nell’album e preludio per la conclusiva Overcome, in cui si ritorna ad un rock melodico meno sporcato da contaminazioni.
In generale Much more than much love può dirsi un disco soddisfacente, ricco di belle canzoni e piuttosto introspettivo, che fa presupporre che Finley Quaye abbia finalmente imboccato la sua strada. |